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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Alatri – Ritratti di donne Curde, nuova mostra presso lo studio Canegallo

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Alatri – Ritratti di donne Curde, nuova mostra presso lo studio Canegallo
14 Settembre
16:03 2017
Continuano le iniziative socio-culturali della struttura sanitaria privata di Colleprata che da anni propone ai propri pazienti uno spazio culturale dedicato alla fotografia. La nuova esposizione è della reporter Maria Novella De Luca e durerà tutto il mese.

Già precedentemente la stessa autrice aveva presentato un altro lavoro realizzato sempre in Kurdistan, nella città di Kobane, dal titolo “Kobane, il forno che resiste…”. Immagini toccanti scattate anzi “rubate” durante un viaggio ai limiti della sicurezza nella zona martoriata dall’assedio doppio di Turchi da un lato e Isis dall’altro. E già all’epoca Maria Novella De Luca aveva emozionato con i suoi scatti carichi di sofferenza ma anche di inusuale ottimismo. Nelle parole della stessa fotografa e fotoreporter tutto il significato della mostra e il suo alto valore sociale.

Le foto qui presentate sono state scattate nel curdistan turco nella città di Suruç, ultima enclave urbana prima della frontiera, nei minuscoli villaggi di terra e mattoni di Misanter e Mesher e nel curdistan siriano nella città di Kobane a pochi mesi dalla liberazione dall’Isis avvenuta nel mese di Gennaio 2015. Ho fatto due viaggi in curdistan in periodi diversi e per ragioni differenti ma da allora mi sento molto legata a quella terra dalla quale ho appreso molto e molto soprattutto osservando le donne. Da donna ho voluto rendere omaggio a queste donne e in qualche modo supportarle utilizzando il mio mezzo, la fotografia, per sottolinearne la forza e la dimostrazione che con l’ardore della speranza si può arrivare molto lontano. In un momento in cui l’attivismo del popolo curdo è diventato centrale nel dibattito internazionale, soprattutto in relazione alla lotta contro lo Stato islamico in Iraq e Siria e al coinvolgimento in essa delle donne, questa mostra fotografica vuole essere un piccolo omaggio al coraggio di queste donne, vuole ricordare il coinvolgimento femminile all’interno del movimento curdo e l’impatto e l’importanza che ha avuto da sempre sulla realtà curda. 

L’azione dello Stato turco e l’attività dei nazionalisti curdi sono strettamente interconnesse. Lo Stato turco da sempre ha adottato una politica aggressiva di assimilazione nei confronti dei curdi e la reazione dei nazionalisti curdi è stata di stringersi e proteggere le proprie tradizioni. Questo meccanismo di difesa sociale ha rafforzato la sottomissione delle donne trasformandole in simboli dell’identità curda contro il controllo imperialista della Turchia. Le donne, nella quasi totalità analfabete, parlavano curdo a casa perché era l’unica lingua che conoscevano ed hanno, in questo modo, preservato la memoria storica del loro popolo. Quindi, da un lato, sono state meno soggette alle politiche di assimilazione degli Stati e, dall’altro, hanno avuto un forte stimolo alla mobilitazione. Hanno trovato nel conflitto un modo per cambiare la loro condizione, anche nei confronti dei propri uomini”.

Andrea Tagliaferri

 

 

 

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