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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Alatri – Rigenerazione urbana ancora al palo

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Alatri – Rigenerazione urbana ancora al palo
31 Gennaio
15:30 2020
Tarcisio Tarquini (Alatri in Comune) torna sulla lunga vicenda che ha visto contrapposta l’amministrazione comunale agli uffici regionalei sul Piano approvato dal Comune

<<Se uno volesse essere cattivo– dichiara Tarquini-  leggendo la determina regionale che pubblica le linee guida per l’applicazione della legge sulla “rigenerazione urbana”, potrebbe concludere che quelle pagine i tecnici della Regione le hanno scritte prendendo a esempio negativo quanto approvato da sindaco e maggioranza del nostro comune nelle tormentate sedute consiliari, dedicate al tema, dello scorso anno>>.

<<Il documento che porta la data del 20 dicembre 2019 – continua il consigliere di minoranza- è ampio e dettagliato, tecnicamente complesso per chi non sia della materia, ma sufficientemente chiaro nel suo senso generale anche per chi tecnico non è. La legge di rigenerazione urbana (la ormai famosa legge 7 del 18 luglio 2017) non può essere un grimaldello per modificare gli strumenti urbanistici esistenti o per farne di nuovi, profittando di una procedura facilitata e velocizzata, ma deve servire esclusivamente a interventi di bonifica edilizia su fabbricati esistenti e “legittimi o legittimati” posti nelle aree “urbanizzate” (che vengono dettagliatamente definite), su porzioni limitate di territorio, circoscritte con chiara perimetrazione, corredate di cartografia accurata e indagini approfondite che dimostrino la necessità e l’interesse generale, nelle “porzioni” prescelte, degli interventi di rigenerazione. Le linee guida regionali ricordano anche che per attuare i punti più delicati della legge (Programmi di rigenerazione urbana, ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio) si deve passare per delibere comunali ma che per gli interventi diretti (si veda l’articolo 6) la normativa è immediatamente applicabile: in un caso come nell’altro – è la conseguenza del ragionamento – non serve un “regolamento comunale” che è stato, come si ricorderà, l’insidiosa via su cui si è inoltrata l’amministrazione comunale per tentare il “colpo gobbo” di realizzare una sorta di sanatoria generalizzata fatta in casa, creando le premesse per contenziosi che avrebbero messo a rischio, con riflessi anche di carattere penale, cittadini interessati e tecnici. A non voler considerare gli altri effetti negativi di spreco del suolo indotti e non “controllabili” (c’è scritto in un paragrafo del documento regionale). Le linee guida costituiscono la pietra tombale di tutte le delibere approvate dal Consiglio comunale con i sotterfugi che abbiamo denunciato volta per volta e con maggioranze condizionate dai sotterranei giochi di piccolo potere che hanno portato ai vari “cambi di passo” che, passo dopo passo appunto, hanno scaraventato nel baratro la nostra città. C’è, quindi- conclude Tarquini- come abbiamo più volte richiesto, di rimettere mano a tutto il “dossier” rigenerazione urbana, per farne un’occasione di sviluppo e riqualificazione. Questa volta la Regione è stata chiara e continuare a far finta di niente non sarebbe onesto nei confronti di tutti, ma crediamo anche impossibile. Circola voce che un incontro tra comune e uffici regionali sia in programma nei prossimi giorni. Sarebbe utile coinvolgere la commissione urbanistica ma, soprattutto,  il nostro invito agli amministratori che prenderanno parte al confronto è di fare le persone serie>>.

A.T.

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