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Alatri – Ospedale, Bellincampi: “Aboliremo l’Atto regionale con il Referendum”

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Alatri – Ospedale, Bellincampi: “Aboliremo l’Atto regionale con il Referendum”
24 Luglio
19:31 2015
Rivoluzionaria ed inaspettata proposta dell’ex Sindaco di Alatri Luciano Bellincampi che, a sorpresa, tira fuori un asso dalla manica che nessuno fino ad oggi conosceva o, ancor peggio, non voleva far conoscere. Lo Statuto Regionale del Lazio, infatti, prevede il referendum abrogativo per ogni tipologia di Legge o Atto emanato dalla Regione e dai suoi organismi.

 

Provobellincampicherà un vero e proprio terremoto la proposta choc dell’ex Sindaco di Alatri, oggi imprenditore, Luciano Bellincampi, che va giù duro contro chi, fino ad oggi, a suo dire avrebbe tradito la buona fede della gente e manifestato con “scignate” (così le definisce) e passerelle senza avere l’intenzione vera di opporsi allo strapotere regionale. “L’articolo 61 dello Statuto della Regione Lazio– ci ha annunciato Bellincampi in una intervista telefonica- prevede il Referendum Abrogativo per qualsiasi legge, regolamento o atto amministrativo emanato dalla Regione e dai suoi organi. Per cui anche quelli che riguardano la sanità e l’ospedale di Alatri.

Il testo in tre commi recita, infatti,  che 1. Il referendum per l’abrogazione totale o parziale di una legge regionale, di un regolamento regionale e di un atto amministrativo generale è indetto dal Presidente della Regione quando lo richiedano: 63 a) cinquantamila elettori; b) due consigli provinciali con deliberazione adottata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascun consiglio; c) dieci consigli comunali che abbiano iscritti nelle liste elettorali non meno di cinquantamila elettori, nel loro complesso, con deliberazione adottata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascun consiglio. 2. La proposta soggetta a referendum è approvata se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli aventi diritto ed è stata raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. 3. L’abrogazione a seguito del referendum ha effetto il centoventesimo giorno successivo alla pubblicazione dei risultati della consultazione popolare. Questo – continua l’ex Sindaco- sarebbe l’atto vero, coraggioso e definitivo con cui i Sindaci, invece di sfilare con le fiaccole e con le catene ai polsi, potrebbero davvero schierarsi contro la Regione e contro il partito che li sostiene, schierandosi davvero con la gente, soprattutto coloro che giorno e notte fanno i turni per presidiare l’ospedale, che fino ad oggi è stata presa in giro con tante parole. Dico questo– calca la mano Bellincampi- perché non so quale delle due ipotesi sia più grave per gli amministratori e per i politici locali, ammettere di non conoscere questo articolo dello Statuto e quindi di aver fatto tutto questo casino per nulla quando avevano lo strumento preciso per lo scopo, oppure ammettere che sapevano di questa soluzione ma che non avevano il coraggio di metterla in atto perché provocherebbe evidenti strappi con il partito e i vertici regionali. Sta ai cittadini decidere cosa pensano di costoro. Io chiedo a gran voce solo una cosa– conclude Bellincampi- si trovino i dieci Comuni disposti a richiedere il Referendum oppure mi porrò a capo di un Comitato ad hoc per la raccolta delle 50 mila firme e lo chiederanno i cittadini stessi!”.

 Andrea Tagliaferri

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