Alatri – L’appello dei familiari di Morganti: “Adesso è ora che Mario parli” | TG24.info
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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Alatri – L’appello dei familiari di Morganti: “Adesso è ora che Mario parli”

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Alatri – L’appello dei familiari di Morganti: “Adesso è ora che Mario parli”
21 Gennaio
12:31 2021

 

 

 

“Adesso è ora che Mario parli”. L’appello è dei familiari di Emanuele Morganti- il ragazzo ucciso dal branco il 24 marzo del 2017 davanti ad un locale notturno di Alatri- che rappresentati dall’avvocato di parte civile Enrico Pavia hanno rivolto a Mario Castagnaci, uno dei quattro imputati nel processo in corte di Appello e che nell’ultima udienza ha puntato l’indice su Michel Fortuna.

Mentre scriviamo i legali difensori del giovane frusinate stanno discutendo del loro assistito. Già nel processo di primo grado i pm a seguito delle indagini svolte avevano accusato Fortuna di aver sferrato il colpo mortale che ha determinato la morte di Emanuele. Il legale Ceccarelli che rappresenta Mario Castagnacci ha dichiarato di essersi soltanto limitato a leggere gli atti. Ma le parole del difensore hanno portato la famiglia Morganti a lanciare questo disperato appello: “Dopo le esternazioni rese in udienza dal suo difensore- hanno scritto in una nota i familiari del ragazzo ucciso – che ha espressamente e incontrovertibilmente accusato Michel Fortuna di essere stato l’autore dell’ultimo pugno che faceva rovinare Emanuele con la testa sul montante della vettura Skoda, con la conseguente frattura della teca cranica e imponente emorragia cerebrale, Mario che è stato presente dall’inizio alla fine della vile aggressione, se ha davvero fatto i conti con la propria coscienza confessi e dica come si sono svolti i fatti , riconoscendo le sue responsabilità e indicando quelle di Paolo e Franco, che hanno concorso nel delitto. Solo così le accuse a Michel Fortuna peraltro già inchiodato alle sue responsabilità insieme agli altri, a seguito delle ottime indagini svolte dagli inquirenti , potranno essere interpretate come un segno di consapevolezza del proprio errore, seguito da ravvedimento, seppure tardivo”.

Mar Ming.

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