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Alatri – Effetto Coronavirus: in arrivo 229 mila euro per la spesa alimentare

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Alatri – Effetto Coronavirus: in arrivo 229 mila euro per la spesa alimentare
30 Marzo
20:05 2020
I fondi si aggiungeranno ai 656 mila euro del fondo solidarietà che il Governo anticiperà al Comune di due mesi circa. Fabio Di fabio:”Lavoriamo febbrilmente per dare sostegno alle famiglie nel più breve tempo possibile”

In molti aspettano le linee guida che l’amministrazione Alatrense userà per la distribuzione di questo aiuto per le famiglie bisognose. In molti segnalano e si augurano che vengano tenuti in conti diversi dati, molti dei quali già chiariti dal Governo stesso che ha specificato che chi già usufruisce di aiuti economici da parte pubblica è escluso, come i percettori di Reddito di Cittadinanza o di Inclusione e che vengano anche trovati metodi efficaci per raggiungere quelle famiglie che non erano in difficoltà prima della Pandemia e che, quindi, non erano già note e censite, oltre che servite, dai Servizi Sociali.

E queste sono le direttive su cui si sta muovendo l’assessore ai servizi sociali Di Fabio che ha messo su un team in smart working che lavora h24 alla individuazione delle più corrette e trasparenti modalità per la distribuzione dei fondi governativi ma anche di quelli che la Regione sta aggiungendo.

<<Le circolari- dichiara l’assessore ai servizi sociali- si susseguono di ora in ora. Certo è che quello dell’arrivo dei fondi è una buona notizia, ora sta a noi lavorare per individuare i criteri e le procedure migliori per raggiungere tutti i cittadini che fino a poco tempo fa non erano in difficoltà e quindi che non erano già assistiti da misure di sostegno pubblico al reddito. Andranno individuati i supermercati e i negozi che vorranno aderire a questa rete e dove i cittadini potranno spendere i buoni spesa, dopo di che andrà fatto l’avviso pubblico per le famiglie che risponderanno compilando una domanda nelle modalità che individueremo ed infine una commissione dovrà vagliare le domande e assegnare i contributi.  Un grande lavoro per il quale chiediamo solamente qualche giorno di pazienza perchè non è facile districarsi tra le varie norme. Vorrei sottolineare- continua Di Fabio- che già la città di Alatri, attraverso l’ottima struttura ideata nel 2013 da Antonino Scaccia, l’Emporio Solidale, ha risposto benissimo alla gara di solidarietà e ha permesso di creare il Market solidale che già sta aiutando concretamente tante famiglie>>.

Una lunga nota del consigliere Tarquini, di “Alatri in Comune”, plaude alla notizia dell’arrivo dei fondi ma segnala anche diverse criticità alle quali stare attenti.

<<…Finora si conoscono i criteri di distribuzione tra i diversi comuni (l’80% sulla base della popolazione, il restante 20% sulla base dello scostamento rispetto al reddito medio), ma non è stato precisato come i comuni dovranno a loro volta distribuire il sussidio a chi ne ha diritto. Chi ne ha diritto, appunto. La preoccupazione che circola e che più di qualche nostro concittadino ha manifestato dalla tribuna dei “social”, è che si possano commettere arbitri, subire imposture, premiare qualche profittatore (che purtroppo non manca mai l’occasione di esercitare il suo squallido mestiere) e dimenticare chi, magari per “verecondia” – come accadeva nel medioevo – esita a chiedere, si nasconde o perché non sa o perché non è capace di chiedere. È un problema molto serio, soprattutto nei momenti di crisi, perché se non lo si ha ben chiaro davanti si rischia che azioni congegnate per aumentare l’inclusione e la coesione sociale si risolvano in frantumazioni del tessuto comunitario, in dispute astiose che portano l’uno a guardare in cagnesco l’altro, con sospetto e recriminazioni. I sistemi di controllo debbono perciò esserci, stando tuttavia bene attenti a non varcare il limite che assicura la privacy dei beneficiari. Ricordo che nella crisi finanziaria dei primi anni Novanta uno dei governi dell’epoca stabilì che tutti i percettori di benefici pubblici dovessero essere resi noti in un apposito albo pubblico, ma la proposta venne ritirata per l’evidente considerazione che se il povero è povero non merita per questo di essere “esposto” al giudizio della collettività, talvolta poco prudente e poco “misericordioso>>.

La proposta del consigliere di minoranza è quella di affidare ad un organismo comunale, nel caso specifico la Commissione consiliare dei servizi sociali,la responsabilità di vagliare anche in seguito all’erogazione, le pratiche e la coerenza delle erogazioni.

 

A.T.

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