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Alatri – I familiari del pasticciere Daniele Stirpe chiedono una giustizia esemplare per i due indagati

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Alatri – I familiari del pasticciere Daniele Stirpe chiedono una giustizia esemplare per i due indagati
21 Aprile
19:15 2020

 

 

 

 

Dopo il deposito della perizia sull’incidente costato la vita a Daniele Stirpe il l 46 enne pasticciere di Frosinone i genitori e i fratelli si aspettano i primi provvedimenti dalla Procura Verità e una giustizia esemplare.

L’incidente come si ricorderà si è verificato il 31 marzo 2019. Il pasticciere ha lasciato la compagna e due figli in tenera età. Quella mattina Daniele, che lavorava in proprio nel suo laboratorio di pasticceria di via Ceccano, era partito presto col suo furgoncino per consegnare i cornetti freschi nei locali che serviva e durante il giro si era fermato – una tappa abituale – al “Bar Anna”, al km 7+750 della Regionale 155, per prendere un caffè con lo zio Enzo Stirpe di 64 anni che a sua volta a quell’ora partiva per il lavoro: i due si davano sempre appuntamento lì per la colazione. Ed è qui, alle 4.55, che si è consumato il dramma. Usciti dal locale, zio e nipote si sono fermati per un paio di minuti a chiacchierare prima di risalire sui rispettivi mezzi, quando, improvvisamente, è piombata su di loro una Smart che, come impazzita, ha invaso la corsia opposta e lo spazio pedonale dove si trovavano i due malcapitati, travolgendoli entrambi e facendoli volare sull’asfalto: per il 46enne non c’è stato nulla da fare, mentre lo zio è rimasto seriamente ferito ed è stato trasportato in codice rosso all’ospedale “Fabrizio Spaziani” ma, almeno lui, se l’è cavata. Da sottolineare che il conducente della vettura non si era fermato. Solo alcune ore dopo una giovane, oggi 27 anni di Alatri, si è presentata presso la caserma dei carabinieri ammettendo le sue responsabilità e asserendo di aver avuto un colpo di sonno. Nell’auto però c’era anche il fidanzato, M. R., 29 anni, pure lui di Alatri e si è posto fin da subito il forte dubbio su chi dei due fosse effettivamente al volante. Il pm Barbara Trotta li ha indagati entrambi per omicidio stradale e omissione di soccorso e anche, rispettivamente, per gli ulteriori reati di autocalunnia nell’ipotesi che la giovane si fosse falsamente autoaccusata, e di calunnia nel sospetto che il 29enne avesse scaricato le proprie colpe sulla compagna . Per stabilire l’identità del conducente il Pm ha dovuto anche disporre accertamenti tecnici non ripetibili ad hoc per l’estrapolazione di tracce papillari e biologiche sulla vettura, in particolare sul volante del Dna e delle impronte. I genitori ed i fratelli dello sventurato pasticciere si sono rivolti allo Studio3A-Valore S.p.A. società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha messo a disposizione anche i propri consulenti tecnici di parte per i vari accertamenti disposti dal magistrato, in particolare il medico legale dott. Antonio Oliva per l’esame autoptico e l’ing. Francesco Galise per la perizia cinematica finalizzata alla ricostruzione della dinamica e delle cause del sinistro. Perizia che nei giorni scorsi il consulente tecnico d’ufficio nominato dal Sostituto Procuratore, il geom. Francesco Di Gennaro, ha depositato e che ribadisce l’esclusiva responsabilità all’ automobilista che procedeva anche a una velocità superiore al limite consentito. I familiari chiedono di sapere chi realmente quella mattina guidava la vettura per richiedere l’immediato rinvio a giudizio.

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