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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Alatri – Covid19, il boom dell’iniziativa “maschere da sub”

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Alatri – Covid19, il boom dell’iniziativa “maschere da sub”
01 Aprile
10:33 2020
In pochi giorni l’appello di alcuni volenterosi cittadini alatrensi ha scatenato la corsa alla solidarietà. Stampati in 3D i raccordi che permettono l’utilizzo delle famose maschere di Decathlon come ventilatori polmonari. L’dea nata da Isinnova, realtà di designer e ingegneri, in collaborazione con l’ ex primario dell’Ospedale di Gardone Valtrompia, il Dott. Renato Favero.

Anna Rita Pelorossi, fisioterapista del S. Benedetto di Alatri e Agnese Ginebri, medico dermatologo, assieme ad altri amici hanno lanciato giorni fa l’appello di un’ associazione milanese (onlus Abrcadabra), per la raccolta di maschere da sub di uno specifico modello venduto dalla catena Decathlon che negli ospedali del nord italia sono state sperimentate con successo come dispositivi per la ventilazione forzata su pazienti con difficoltà respiratorie. Queste maschere, infatti, con opportune modifiche possono diventare dei veri e propri caschi per la ventilazione meccanica non invasiva ma, appunto, serve adattarle e così. E’ così che nel giro di pochissimo si è creata attorno a questa iniziativa una vera catena di solidarietà alla quale hanno risposto cittadini privati e professori, protezione civile, farmacie, tutti uniti dall’unico obiettivo di raccogliere più maschere possibile e di stampare in 3D le valvole che permettono il collegamento degli stessi ai ventilatori polmonari degli ospedali. Tra l’altro gli organizzatori hanno preso contatti con l’Ospedale di Alatri che si è detto subito disponibile ad accogliere alcune di queste maschere ed utilizzarle in caso di necessità, l’ospedale di Frosinone che, tuttavia, ha declinato l’offerta in quanto Covid Hospital quindi già dotato di tutto quanto il necessario (caschi CPap), ma anche ospedali della Lombardia presso cui verranno spedite alcune delle maschere e i raccordi. In particolare sulla zona della Ciociaria si sono messi a disposizione un professore del Liceo Scientifico di Alatri, l’architetto Umberto Carotenuto che ha rispolverato una stampante 3D in dotazione alla scuola grazie al progetto Kit Scuola 3D della Regione Lazio ha prodotto un prototipo di questo raccordo e Ciro Scala, che dispone di una stampante simile e si è messo a lavoro producendo un altro prototipo. Per Milano, invece, ci sta pensando un altro alatrense, Michele Bricca, che sta producendo le valvole in gomma a Bologna dove vive attualmente e che spedirà tutto in Lombardia, come da accordi.  Fondamentale, poi, l’apporto della Protezione Civile di Alatri che non solo ha attivato il ritiro a domicilio delle maschere presso i cittadini che le mettono a disposizione, ma anche le associazioni gemelle di altri comuni per fare lo stesso. Da ultimo, molte farmacie e parafarmacie si sono offerte quali centri di raccolta dove poterle depositare. Insomma una catena che sta crescendo di giorno in giorno, tale da ricevere offerte di collaborazione anche da altre regioni d’Italia. Il primo test è andato a buon fine: le valvole si raccordano perfettamente con la maschera. Ora, come annunciato dalla Pelorossi, si dovrà passare all’ultimo test, ovvero al collegamento della maschera con i ventilatori ospedalieri e se tutto andrà bene inizierà la produzione grazie alla rete FabLab, alla quale il professore ha aderito come Istituto e agli altri privati.

Il tutto è nato da Isinnova,una realtà formata da un team eterogeneo di ingegneri, designer ed esperti di comunicazione che raccoglie idee di ogni tipologia e settore e le trasforma in oggetti concreti. Per scoprire di più sull’idea “anti Covid19” visitare www.isinnova.it/easy-covid19/

 

Andrea Tagliaferri

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