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Calcio a5 – Andrea Montemurro candidato alla presidenza della Divisione

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Calcio a5 – Andrea Montemurro candidato alla presidenza della Divisione
28 Settembre
10:30 2016
Andrea Montemuro, il giovane imprenditore romano, nativo di Colleferro, si candida alla presidenza del calcio a5 italiano. Montemuro è pronto a rifondare il movimento dopo la clamorosa eliminazione della nazionale ai mondiali per mano dell’Egitto.

Andrea Montemurro, già da anni attivo nel settore dello Sport Business, presidente della Gruppo Montemurro Holding e fresco di vittoria del campionato di serie B nazionale da presidente della gloriosa rinata Roma Volley. Nato a Colleferro, mentalità vincente, carisma, leadership e amore per lo sport: sono questi i connotati di Andrea Montemurro, manager sportivo pronto a fare il suo ritorno nel calcio a 5, sport nel quale ha maturato esperienze molto significative. A meno di 25 anni fu il più giovane Direttore Generale della serie A e vinse la Coppa Italia con la Lazio nel 2003, stagione nella quale i biancocelesti arrivarono anche alla finale scudetto. Dalla Lazio al Nepi, sempre in qualità di direttore generale, con un’altra finale scudetto e la prima storica partecipazione alla Recopa Cup. E poi, ancora il ritorno alla Lazio nel 2010, per la vittoria di un’altra Coppa Italia e la conquista dei playoff scudetto, anche nel calcio a 5 femminile, la vittoria del campionato nel 2011/ 2012. Dopo aver lavorato anche nel calcio e aver collaborato nel marketing al fianco delle principali società di serie A e B,  Andrea Montemurro fa il suo ritorno nel mondo del futsal, da candidato alle prossime elezioni per la presidenza della Divisione Calcio a 5.
Dopo la cocente e clamorosa eliminazione dell’Italia del futsal contro l’Egitto ai Mondiali in Colombia, si avverte più che mai l’esigenza di un cambiamento immediato e radicale. “Sì, confermo la mia volontà a candidarmi alle prossime elezioni per la presidenza della Divisione Calcio a 5. Devo dire che gli inviti e le pressioni positive a candidarmi che mi sono arrivate da addetti ai lavori e presidenti mi hanno convinto ad accettare questa nuova sfida. Mi fa piacere che uomini, dirigenti e giocatori che hanno fatto la vera storia di questo sport in Italia pensino a me e mi chiedano di scendere in campo per fare il presidente del Calcio a 5 . Questo è uno sport che ho sempre amato e che porto nel cuore, vorrei tanto guidarlo verso un cambiamento, una fase nuova. Ho girato l’Italia per incontrare molti presidenti e dirigenti e ascoltare le loro necessità ed esigenze mai soddisfatte: ecco, è arrivato il momento di mettersi dalla parte dei club, di risolvere i loro problemi”.

L’eliminazione della nazionale per mano dell’Egitto agli Ottavi in quel modo, è una sorta di disfatta paragonabile a quella della famosa Corea per l’Italia del calcio. Il panorama si aggrava considerando che molte società stanno scomparendo, compresa l’Asti campione d’Italia, e non si iscrivono più ai campionati dalla serie A a scendere. Da dove cominciare? Quali sono gli obiettivi che si prefigge?

La crescita del calcio a cinque italiano passa attraverso alcuni punti che ritengo essenziali e che ho inserito nel mio programma, come ad esempio la maggiore visibilità mediatica e il sostegno delle società attraverso delle partnership con sponsor di caratura nazionale. Bisogna inoltre ridare spazio ai giocatori italiani mettendo da parte finalmente questa corsa sfrenata agli oriundi, che toglie spazio ai nostri giovani. Ridiamo l’Italia agli italiani, prevalentemente. La figuraccia storica fatta al mondiale, oscurato dalla tv di Stato, è solo l’ultimo anello di una catena ormai debole e insostenibile. Il mio obiettivo è’ quello di dare al calcio a 5 finalmente più visibilità e riconoscibilità. E’ lo sport più giocato in Italia, ma si ritrova ad essere quasi invisibile sulle reti televisive che contano nello sport e sui media principali. Non è possibile né accettabile che solo quando si parla di scandali, passaporti falsi, oriundi e altre vicende poco edificanti, anche le tv e i grandi giornali mostrino interesse verso il nostro calcio a cinque. Credo sia arrivato il momento di cambiare, di far uscire questo sport dal quasi anonimato, di far avvicinare sempre più appassionati alle fantastiche giocate che questo sport può regalare: tutto ciò consentirà di far avvicinare  anche più investitori e sponsor . In passato molti imprenditori si sono interessati al calcio a 5, ma quasi tutti sono scappati a gambe levate dopo due o tre stagioni di investimenti senza seguito, senza sviluppo, senza alcun tornaconto soprattutto in termini mediatici “.

 Quali sono le prime cose che farà?

 “Se me ne verrà data l’opportunità, sosterrò l’impegno di presidenti e società di tutta Italia con i fatti e non a parole, con uno sgravio delle loro spese e il contributo attivo di sponsor che sono già pronti a intervenire .Premieremo i club maggiormente virtuosi attraverso incentivi che premino il lavoro di chi vuole far crescere questo sport , ridaremo voce e importanza ai grandi campioni del passato e del presente del nostro calcio a cinque , daremo spazio finalmente ai giovani italiani .E a livello di comunicazione, se ne sentirà parlare certamente di più. Sono certo che questo sport diverrà molto più popolare e appetibile anche al di fuori del suo mondo, mettendo i club, i giocatori e le giocatrici al centro di ogni proposta e di ogni progetto“.

Quali ostacoli pensa di trovare sulla sua strada? 

Io penso solo a lavorare per innalzare il livello di competitività, qualità e visibilità di questo sport. So che la mia candidatura è un segnale di rottura verso il passato, ma sono anche certo che, avendo constatato il grande malcontento di presidenti e addetti ai lavori in giro per l’Italia, non si possa più sostenere una politica legata alla continuità con il passato. Il rischio è che la disciplina imploda su se stessa, invece di andare verso un grande futuro: pertanto necessità di un cambiamento e speriamo con il cuore di riuscire ad avviarlo, con passione ed entusiasmo”. 

Anna Ammanniti

 

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