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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Sora – Cyberspionaggio, lo sfogo della consigliera Floriana De Donatis sui social

Sora – Cyberspionaggio, lo sfogo della consigliera Floriana De Donatis sui social
11 gennaio
18:30 2017

 

 

 

(di Alessandro Andrelli) Il suo nome, così come quello di suo marito, Umberto Geremia, entrambi commercialisti con attività professionale in provincia di Frosinone e anche a Roma, sono finiti nel fascicolo legato all’ormai celeberrima inchiesta sul “Cyberspionaggio” che ieri ha visto l’arresto dei fratelli Occhioneri, e soprattutto alla scoperta di oltre 18mila utenti spiati e controllati solo negli ultimi mesi. La dottoressa Floriana De Donatis, consigliere comunale nella maggioranza di Roberto De Donatis al Comune di Sora, ha affidato ai social network il suo sfogo e la sua rabbia per quanto successo.

“Ci voleva anche il cyberhakeraggio di rilevanza nazionale/internazionale ma soprattutto in Ciociaria per sbattere sulla stampa locale il mio nome, proprio ora che sono Consigliere Comunale e che evidentemente da’ molto fastidio a qualcuno, ragazzi ma vi rendete conto? Ci sono due commercialisti, di cui una guarda caso sono io, che sono stati vittime di questa operazione di spionaggio perché i due Occhioneri arrestati ( ai quali li farei io volentieri due occhi neri a ciascuno!) si sono incuriositi tanto da voler capire che sorta di transazioni internazionali facevamo!!!  Ma vi pare che se io personalmente o come studio associato col mio coniuge e mio figlio avessimo tutte queste grandi entrate illegali o non, io andrei tutti i giorni a scuola facendomi 100 Km al giorno ed alzandomi alle 6 del mattino e poi tornare e occuparmi dello studio, delle deleghe comunali da portare avanti e della famiglia!!! Scusate lo sfogo ma gradirei essere sulla stampa per i miei piccoli successi personali. Tutto ciò era doveroso dirlo essere un personaggio pubblico”.
Fin qui le dichiarazioni di Floriana De Donatis. Allo stato dei fatti, con l’inchiesta che dovrà ancora scrivere chissà quante pagine prima di poter svelare la verità, i due commercialisti di Sora potrebbero, essere caduti nella trappola di uno dei tanti “Malware” creati dagli hacker o dai fratelli Occhioneri e aver aperto un file allegato, spesso definito “trappola” perché apparentemente giunto da un’ente nazionale o di portata internazionale. Dunque, il vero problema di Geremia e De Donatis potrebbe essere stato quello di aver aperto una mail e aver infettato un proprio computer, rientrando così nel database illegale che ha generato il fenomeno del Cyberspionaggio.
Alessandro Andrelli 

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