Aggiornato alle: 13:42 di Lunedi 10 Dicembre 2018
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

TG24.info Rubriche

Musica – Conversazione con Filippo Cangiamila

 ULTIME RUBRICHE
  • Giorni Lieti – Buon compleanno Marco! Fabio augura buon 30.mo compleanno all’amico Marco Incelli, ingegnere ferentinate. “Caro Marco, tanti auguri per i tuoi 30 anni; ti auguro il meglio per la tua vita affettiva e professionale,...
  • Giorni Lieti – Auguri al Sovrintendente Scala  Tantissimi auguri al Sovrintendente Capo Norberto Scala per il suo compleanno. Un particolare augurio dai colleghi del distaccamento di Polizia Stradale di Sora e dalla Segreteria UIL Polizia di Frosinone,...
  • Giorni Lieti – Auguri al consigliere Andrea Chietini  Infiniti auguri da parte di tutta la comunita arpinate al consigliere comunale Andrea Chietini nel giorno del suo 39esimo compleanno. L’ ingegner Chietini è anche Presidente della Fondazione “Umberto Mastroianni”:...
  • Anagni – Dottoressa bis festeggia… tra le nuvole!  Congratulazioni da Casa Lanzi-Savone alla piccola ma Grande Stefania Lanzi che mercoledì scorso ha conseguito la laurea magistrale in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie con la votazione di 110/110 e...
  • Eventi – Il Frosinone e Valeria Altobelli a “B coma Sabato”  Rai2 e Rai Radio2: “B come Sabato”: le partite di serie b e l’anticipo di serie a Napoli-Frosinone, tra comicità, originali sfide sportive e musica. Ospiti: il campione di boxe...
  • Sora – Sante Bruni Ad un mese dalla scomparsa del caro ed indimenticabile Sante Bruni, i familiari lo ricorderanno a quanti ebbero modo di conoscerlo ed apprezzarlo. Una Santa Messa in suffragio sarà celebrata...
  • Giorni Lieti – Congratulazioni dottoressa Miriam D’Ascenzi Giornata di grande soddisfazione oggi in casa D’Ascenzi a Ferentino. Si è laureata in Scienze della Comunicazione con la votazione finale di 108/110 la dottoressa Miriam D’Ascenzi, anche collaboratrici per...
  • Arpino – Vito De Arcangelis  Si è spento al’età di 64 anni Vito De Arcangelis. La messa in suffragio sarà celebrata nella chiesa di San Vito Martire giovedì 6 dicembre alle 16,30. La salma sarà...
  • Giorni Lieti – Dopo 70 anni, amore immutato!  Luigi Paciotta e Luisa Tucciarelli festeggiano 70 anni di matrimonio. Il sindaco e gli assessori “esempio di amore e virtù per l’intera comunità”. Con le parole del sindaco Alioska attorniato...
  • Musica – Masterclass con Cristina Scabbia Cantante dei Lacuna Coil e giudice di The Voice (Rai2). Direttamente dai più grandi palchi di tutto il mondo e direttamente dalla televisione, Cristina approda a Industrie Sonore per una...
Musica – Conversazione con Filippo Cangiamila
22 settembre
08:55 2015

 

Conversazione con Filippo Cangiamila (Direttore presso Italian Brass Band e Maestro vice direttore della banda del Corpo presso Polizia Penitenziaria) di Stefania Martini.

L’Italian Brass Band ha una storia recente ma non priva di eventi e successi. Fondata nel novembre del 2013, è stata frutto di un sogno di quattro amici musicisti che, seduti al tavolino di un bar romano e affascinati dal fantastico mondo delle brass bands, progettano di costituirne una a Roma. Da questa idea prende vita l’Italian Brass Band, composta da musicisti accuratamente selezionati provenienti dalle più prestigiose bande, orchestre ed ensembles musicali italiane. Sin dalla fondazione, l’Italian Brass Band ha tenuto numerosi concerti in tutta Italia riscuotendo successi e facendosi apprezzare per l’alta qualità delle esecuzioni, la difficoltà del repertorio proposto e l’abilità tecnica ed espressiva dei suoi solisti. L’obiettivo primario dell’Italian Brass Band è stato dimostrare che, anche in questa formazione, si poteva essere in grado di confermare il proprio talento musicale nazionale. Così è stato, con la partecipazione alla più rappresentativa competizione del genere, svoltasi presso la Konzerthaus di Friburgo in Brisgovia (Germania), in cui l’Italian Brass Band, il 02 maggio 2015, vince il Primo Posto nella CHALLENGE SECTION del 38th EUROPEAN BRASS BAND CHAMPIONSHIP 2015

Filippo Cangiamila è nato a Palermo nel 1980.

Musicista multiforme e poliedrico ha conseguito, sotto la guida di R. Degola, i diplomi di primo e secondo livello in trombone, entrambi con il massimo dei Maestro Filippo Cangiamilavoti. Contemporaneamente allo studio ed al perfezionamento strumentale si diploma in strumentazione per banda, direzione d’orchestra (con B. Montebello) e, sempre con il massimo dei voti, in composizione (con A. Meoli).Nel suo passato da strumentista ha vinto numerosi concorsi e audizioni ed ha collaborato con importanti teatri e orchestre, fra cui l’Accademia Nazionale di S. Cecilia, il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro S. Carlo di Napoli, il Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, il Teatro La Fenice di Venezia e l’orchestra dell’Arena di Verona.Ha suonato sotto la direzione di importanti direttori fra cui Daniele Gatti, Antonio Pappano, Jeffrey Tate e James Conlon.Dal 2002 al 2007 è stato secondo e primo trombone dell’Orchestra Sinfonica di Roma con la quale ha sostenuto cinque stagioni musicali nella capitale e nove tournée estere.Nel novembre 2008 ha vinto il secondo premio al concorso Internazionale per trombone solista “Città di Chieri”. Sempre come solista, interessato anche alla musica contemporanea, ha eseguito “Intermedi e Canzoni” di Azio Corghi e “Berceuse per trombone e 12 fiati” di A. Clementi alla presenza degli autori e riscuotendo entusiastici apprezzamenti.Dal 2008 al 2012, vincitore di concorso, ha fatto parte della Banda Nazionale della Guardia di Finanza .Nello stesso 2012, dopo aver vinto il concorso pubblico per esami e titoli, è nominato Maestro Vice Direttore della Banda Nazionale del Corpo di Polizia Penitenziaria. Come compositore si è distinto in cinque competizioni nazionali ed internazionali tra i quali, di particolare rilevanza, il primo premio della 27a edizione del concorso “Valentino Bucchi” in Roma. Il suo brano originale per banda “Visioni Orfiche” è stato eseguito dalla Banda Nazionale della Polizia di Stato e nel 2011 il suo “Elegy”, per Euphonium e Banda, è stato eseguito in prima assoluta dal solista di fama internazionale Steven Mead. Ha inoltre musicato per la prima volta la preghiera del Poliziotto Penitenziario, per voce, coro e banda. Sue composizioni sono edite dalle case editrici Scomegna, Wicky e Mulph.È stato docente di una masterclass in trombone al conservatorio di Brasilia e di Informatica musicale presso il Conservatorio Statale di Musica di Latina.È coautore del libro in tre volumi ‘La Storia NELLA Musica’ per i licei musicali.

 

  • Cos’ è e come nasce storicamente la Brass Band?

Italian-Brass-BandL’espressione “brass band” può genericamente indicare diverse formazioni di soli strumenti a ottone con o senza percussioni e non si deve confondere (cosa che succede ancora troppe volte) con la “big band”, che è un’altra cosa ed ha diverse origini.

La brass band “British-style” di cui qui parliamo è formata – per un motivo di tradizione storica che più avanti chiarirò – da venticinque ottoni più percussioni, configurati in modo molto preciso:

  • una cornetta soprano in Mi bemolle;
  • nove cornette e un flicorno soprano in Si bemolle;
  • tre flicorni contralto in Mi bemolle;
  • due flicorni tenore, due euphonium e tre tromboni in Si bemolle;
  • due tube in Mi bemolle;
  • due tube in Si bemolle;
  • percussioni in numero variabile affidate ad esecutori da due a quattro o più.

Una curiosità per i meno competenti è quella che, a dispetto delle apparenze, nell’organico mancano le trombe! Ciò sempre per motivi storici. La presenza delle cornette scurisce in generale il timbro del gruppo (per le caratteristiche costruttive dello strumento) e ne ha aumentato, almeno negli storici inizi, le potenzialità virtuosistiche.

La ricchezza prodotta dalla nuova popolazione operaia britannica agli inizi del XIX secolo ed il conseguente impoverimento culturale ed intellettuale, il continuo perfezionamento tecnologico degli strumenti musicali a fiato, proprio dello stesso periodo, l’estrema routine delle giornate operaie e la crescente volontà di uscirne fuori sono alla base della nascita della brass band, proprio nella Nazione principale artefice della prima rivoluzione industriale.

Detto in maniera molto sintetica e volutamente semplificata: l’operaio della prima metà dell’ottocento in Inghilterra era un uomo che, grazie al proprio lavoro, riusciva a vivere e sfamare dignitosamente la propria famiglia; ma le giornate di lavoro erano molto lunghe e le possibilità di svago molto poche. Allo stesso tempo i colleghi riuscivano a fare amicizia fra loro ma, a causa delle incombenze di lavoro, non riuscivano a condividere nient’altro che non fosse lo stesso lavoro e le questioni ad esso inerenti. Nelle poche ore libere, allora, essi stessi o i loro datori di lavoro decisero di formare gruppi musicali per lo svago e la socializzazione.

Perché gruppi musicali? Forse perché dopo ore di lavoro in piedi, il suonare e il fare le prove erano fra i pochi svaghi che si potessero svolgere da seduti? I motivi possono essere numerosi. Anche la preferenza per gli ottoni può essere dovuta a diverse motivazioni fra le quali i prezzi minori rispetto ad altri strumenti (sia nell’acquisto iniziale che nella manutenzione) e la possibilità di eseguire – grazie alle innovazioni  tecnologiche dei costruttori – parti virtuosistiche con una sonorità piena e udibile all’aperto.

Lo svago al quale abbiamo accennato ben presto divenne competizione e, nei primi anni della metà del secolo, nacquero i primi concorsi, ai quali parteciparono da subito moltissime band ed una gran quantità di pubblico entusiasta, plaudente e perfino “tifoso”.

Proprio dalla precoce istituzione di questi concorsi conseguì l’immediata standardizzazione dell’organico: una giuria può paragonare al meglio una formazione ad un’altra e decretare la migliore solo a parità di organico e, quindi, di “massa” sonora. È come se ad un concorso letterario ci trovassimo di fronte un breve racconto ed un lungo romanzo: potremmo giudicare migliore l’uno o l’altro?

 

  • Come è nata l’idea di creare l’Italian Brass Band?

Sono sincero: l’idea di una brass band di alto livello qualitativo, formata da strumentisti preparati (non amo dire professionisti) e da me diretta, non è mia: è venuta diversi anni fa al collega e amico Antonio Menegazzo, attuale presidente dell’Italian Brass Band (IBB). All’epoca, fra il 2010 e il 2011, ero esecutore di euphonium nella Banda della Guardia di Finanza e studente in direzione d’orchestra al Conservatorio di Latina. Rifiutai l’invito di Antonio per diversi motivi, fra i quali la mia pessimistica convinzione che fosse impossibile mettere insieme tanti bravi musicisti e farli riunire settimanalmente per provare e suonare senza alcun ritorno economico anzi, investendo tempo e denaro! Non ci credevo: era una semplice utopia per me, se non un’insensata follia!

Passarono circa due anni – nel frattempo divenni direttore per mestiere – e, nell’ottobre 2013, in occasione di una masterclass tenuta a San Gregorio da Sassola dal celebre solista inglese di euphonium Steven Mead, l’instancabile amico Menegazzo m’invitò a dirigere la sua Saxula Brass Band, formata da appassionati musicisti locali, che avrebbe accompagnato il grande virtuoso e l’attuale moglie, Misa, nel concerto conclusivo. Con l’entusiasmo del dopo-concerto Antonio, supportato da altri amici, tornò alla carica ed io mi lasciai convincere, almeno per fare un tentativo. Qualche giorno dopo ci riunimmo in un bar romano per progettare quell’antica follia che, in realtà, si stava materializzando: nell’arco di una settimana Antonio, io e Luciano De Luca, sopra tutti, effettuammo molte telefonate rivolte ad amici o conoscenti, strumentisti di orchestre e bande ministeriali con sede a Roma. Incredibilmente raccogliemmo molte entusiastiche adesioni e approvazioni, e dovetti ricredermi! La brass band tanto sognata da molti di noi si stava formando e in breve tempo riuscimmo a fare la prima prova con un organico quasi al completo!

Tante cose hanno contribuito all’attuarsi di questo gruppo. Per prima la voglia di confrontarsi, ad un buon livello qualitativo, anche con la cultura delle brass bands “British-style”, che spopolano nel mondo ma in Italia sono ancora praticamente sconosciute. Non si tratta di esterofilia: la buona musica, fatta bene, non ha confini e non può essere impacchettata o etichettata. La brass band ha solo la “colpa” di essere nata in Inghilterra ma ha così tante potenzialità sonore ed espressive che ne hanno giustificato ed ancora ne giustificano l’espansione a livello internazionale.

 

  • Il 2 maggio l’Italian Brass Band ha vinto il Primo Posto nel 38° European Brass Band Championship  2015-Challenge Section. Cosa rappresenta questa competizione?

L’European Brass Band Championship (EBBC) esiste dal 1978, si svolge ogni anno in una diversa città europea e nasce come diretta conseguenza dei vari concorsi nazionali che già dal 1970 si svolgevano in Gran Bretagna e in altre nazioni europee. Come abbiamo detto il fenomeno delle brass band in Italia è stato sempre molto isolato ed ha storia recente, di conseguenza non si è mai potuto svolgere un campionato nostrano visto l’esiguo numero di gruppi presenti sul territorio nazionale e capaci di confrontarsi in una gara. Non parlo qui della critica che alcuni adducono all’utilità o alla validità di un concorso in campo artistico, critica nondimeno condivisibile per alcuni versi e in talune occasioni.

Questi concorsi hanno comportato indubbiamente molti aspetti positivi sia per la crescita delle brass bands esistenti, sia per la nascita di nuove formazioni (come la nostra – del resto), sia per la meravigliosa sollecitazione e lo stimolo dei compositori a scrivere brani originali per brass band. Moltissime sono state le commissioni di musiche per i concorsi e ancora oggi diversi nuovi brani vengono composti per le competizioni nazionali ed europee. Basti pensare che uno dei brani più belli e storici “A moorside suite” fu commissionato per un concorso e composto nel 1927 da uno fra i più importanti compositori inglesi di tutti i tempi: Gustav Holst; ma hanno scritto brani da concorso anche Edvard Elgar, Malcom Arnold ed altri nomi importanti nel campo della composizione.

La Challenge section nell’ambito dell’EBBC esiste dal 1994 ed è stata creata per permettere a gruppi facenti parte di Stati che non hanno un concorso nazionale, di partecipare e di confrontarsi ugualmente a livello europeo. L’ammissione avviene su richiesta e conseguente invito da parte dell’organizzazione dell’European Brass Band Association (EBBA). Se ci fosse un concorso nazionale la partecipazione all’EBBC sarebbe riconosciuta di diritto alla band vincitrice dello stesso.

L’IBB ha la ferma intenzione, ed ha già preso contatti in merito con l’EBBA, di costituire, in seno alla stessa, l’Associazione Italiana delle Brass Bands – che avverrà a breve –  ed il conseguente primo concorso Nazionale.

 

  • In che modo vi siete preparati e come avete vissuto questa esperienza?

Uno dei motivi principali che ha portato alla fondazione della stessa IBB è stato proprio l’obiettivo di partecipare al primo EBBC al quale ci avessero voluto invitare. Volevamo fare musica a buon livello ed essere anche competitivi. Volevamo dimostrare in Europa che l’Italia poteva fare buona musica anche con una formazione non di nostra tradizione.

Ci siamo preparati con l’obiettivo di formare un buon amalgama e un suono di gruppo, con l’ascolto e la preparazione di brani vieppiù complessi e l’esecuzione di concerti che contribuissero a consolidare il gruppo e il repertorio. Vi lascio immaginare, con queste premesse, lo stato d’animo di tutti noi quando abbiamo appreso che l’EBBA era lieta di invitarci al concorso di Friburgo in Brisgovia! Per questo non posso non ringraziare una persona, musicista, trombonista di fama internazionale e, soprattutto, amico sincero ed appassionato che con le sue dirette e personali conoscenze a livello europeo è riuscito ad introdurci all’EBBA ed ha speso sempre parole entusiastiche nei nostri confronti: si tratta di Lito Fontana, una star nel mondo delle brass bands, musicista italiano, nato in Argentina e residente a Innsbruck in continuo “pellegrinaggio artistico” nel mondo.

La gioia per questa notizia era mista a preoccupazione per l’ignoto e per l’organizzazione logistica che ci ha occupato non poco. Il concorso prevede l’esecuzione di un brano scelto liberamente dal gruppo/direttore e l’esecuzione di un secondo brano “d’obbligo”, consegnato a tutte le brass bands partecipanti circa quattro settimane prima della competizione e che, per l’occasione, è stato scritto dal compositore colombiano Carlos Cárdenas. Il brano scelto da noi è stato invece “The Essence of Time” del compositore scozzese vivente Peter Graham, composto nel 1989 come brano d’obbligo per l’EBBC del 1990.

Il brano scelto ci ha impegnato molto per il virtuosismo strumentale di molti passaggi e per il “dosaggio” delle energie nell’economia dell’esecuzione. Il brano d’obbligo ci ha disorientato invece per l’estrema difficoltà ritmica d’insieme, l’uso di diversi effetti percussivi negli ottoni e la presenza di circa venti strumenti a percussione gestiti da soli quattro strumentisti. Non nascondo che è stato un gran lavoro il solo “trovare” tutti gli strumenti necessari per fare le prove, alcuni dei quali etnici e di uso non comune come la kalimba e lo shekere.

A metà aprile abbiamo invitato il celebre direttore di brass bands britannico Robert Childs ad istruirci –  dall’alto della sua lunga e consolidata esperienza nel campo dei concorsi – sia su come affrontare al meglio i due brani, sia su come sostenere logisticamente e psicologicamente la competizione. I suoi consigli sono stati preziosissimi e per certi versi illuminanti e siamo onorati di averlo avuto con noi. Lo ringrazio ancora anche per la grande umanità e umiltà che ci ha dimostrato. Mi piace citare l’antico proverbio “l’albero più è alto e più s’inchina” che calza perfettamente con la sua persona.

Il resto sono notizie recenti. Abbiamo vinto la Challenge section e non posso ancora crederci. La gioia è stata tanta e non dimenticherò mai le nostre urla dopo il sognato annuncio e gli abbracci che ci scambiavamo l’un l’altro corredati da soddisfatte e commosse “pacche” sulle spalle. Uno dei primi che io stesso ho abbracciato – la prima volta dopo tanti anni – è stato il mio maestro di trombone, il grande Andrea Conti, attualmente primo trombone dell’orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che ringrazio ancora per la gioia e l’onore che ci ha regalato nell’aver preso parte al nostro sogno musicale.

 

  • Cosa consiglia a chi volesse intraprendere un serio percorso formativo musicale?

Oggi più che mai c’è un grande ginepraio di scuole e insegnanti o sedicenti tali. Anche l’istituzione Conservatorio non è di per sé, purtroppo, sempre sinonimo di qualità; e con la concorrenza che c’è oggi e la difficoltà, soprattutto in Italia, di trovare lavoro in ambito musicale, raccomando prima d’ogni cosa di scegliere molto bene i propri insegnanti. È la cosa più difficile e importante: anche a costo di fare seri sacrifici e di intraprendere lunghi viaggi, con il supporto dei genitori se si è molto giovani. Bisogna informarsi bene e a lungo e non solo cercando i curricula su internet!

Soprattutto la formazione iniziale richiede grande attenzione perché, come in tutte le cose, le fondamenta sono quelle che mantengono l’edificio negli anni e gli permettono di sostenere, all’occorrenza, l’edificazione di nuovi piani.

Mi sento di dare anche un consiglio generico e lapidario: lettura musicale e canto (inteso in senso lato) sono due componenti di cui, ahimè, sempre più spesso constato la carenza in molti musicisti di oggi che, magari, hanno anche un bel suono e un’ottima tecnica strumentale (o direttoriale).

 

http://www.italianbrassband.com/

 

https://www.facebook.com/ItalianBrassBand
https://www.youtube.com/channel/UCYKlSjkvjlU8r3om-5CztZw

 

Tags

Articoli Correlati

LE PIU' LETTE
Irene Mizzoni 7 ore ago
Premiati i migliori elaborati. Per il 22° anno consecutivo si è svolto presso la sala Catering dell’Istituto comprensivo “Ottaviano Bottini di Piglio, con gli alunni di tutte le classi della sc…
Irene Mizzoni 4 ore ago
Mercoledì 12 dicembre, alle 19, una delegazione proveniente da Spagna, Finlandia e Francia, giunta nel capoluogo nell’ambito del progetto Erasmus Ka2 dal titolo “Do! Learn! Be sustainable”, realizzato…
Irene Mizzoni 5 ore ago
Per lavori di ordinaria e programmata manutenzione del cavalcavia di collegamento "Torrenova-Tor Vergata" nella notte tra il 13 e il 14 dicembre. Autostrade per l'Italia comunica che sulla A1 M…
Catia Campoli 6 ore ago
In una Città nella quale trovare posto è sempre più difficile e nella quale le scelte di viabilità dell'amministrazione comunale fanno discutere, ci sono tre parcheggi chiusi o solo parzialmente utili…
Caterina Paglia 7 ore ago
Fare squadra tra persone sensibili e motivate per contrastare il triste fenomeno del randagismo, è possibile grazie all'appello lanciato da Elena Gabriele, presidentessa dell'Associazione Campuliamo.…