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Reportage – Blue Whale il gioco diabolico è solo una bufala!

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Reportage – Blue Whale il gioco diabolico è solo una bufala!
04 Giugno
19:41 2017
Blue Whale la nuova  sfida horror, il gioco  diabolico e assurdo che spinge i giovani al suicidio altro non è che una bufala.

Come si apprende dalle parole di Umberto Falena di Avvenire,  Balena Blu il gioco  che spingerebbe al suicidio, è una  bufala che può diventare realtà. La storia del gioco che spingerebbe i ragazzi a suicidarsi seguendo una serie di livelli da affrontare, altro non è che una bufala. Circa un anno fa in Russia, un noto giornale racconta di strani suicidi di adolescenti e del loro social network, frequentato per lo più da ragazzi disadattati, molti con tendenze autolesioniste e suicide. Proprio in questa comunità nasce la leggenda della sfida della balena blu e dei ragazzi che a fine gioco si ammazzano gettandosi dall’edificio più alto della città. Gli adulti si chiedono il perché e cercano una spiegazione che plachi la loro ansia e la trovano nel gioco condotto da un perfido master manipolatore di coscienze. La spiegazione funziona, solletica la fantasia come tutti i misteriosi complotti sanno fare e, a poco a poco, viaggia nel web oltre i confini russi.

“Nelle ultime ore abbiamo saputo di una diciassettenne di Cosenza fermata in tempo, al pari di una tredicenne friulana e di una quindicenne di Fiumicino – scrive Umberto Falena – in tutti i casi, amici o insegnanti hanno notato strani tagli autoinflitti sulle braccia, alcuni simili al disegno di una balenottera apparso sul web. La Polizia postale dell’Emilia Romagna indaga e invita i genitori a vigilare. Un diciannovenne biellese, già coinvolto in spaccio di droga, insomma un giovanotto con parecchi problemi è stato indagato: pare che abbia indotto alcuni ragazzini a giocare. In Russia hanno arrestato un certo Philipp Budeikin: in effetti aveva lanciato il gioco «per liberare il mondo da individui deboli e sciocchi», insomma chi avesse creduto alla bufala. Un ‘purificatore’ della società. Chiaro il meccanismo? La bufala diventa realtà (be’, fortunatamente quasi: finora nessuna vittima accertata, in Italia) approfittando della complicità di chi non sembra veder l’ora di crederci, un po’ come le profezie che si autoavverano perché una o più persone, suggestionate, mettono in atto una serie di comportamenti che fanno realizzare la profezia.

Un meccanismo semplice e perverso. Ragazzi autolesionisti che si tagliuzzano il corpo, soprattutto le braccia, ce ne sono sempre stati; che alcuni, in una particolare stagione della propria vita, vengano sfiorati dal pensiero del suicidio è una realtà (per fortuna quasi tutti abbandonano presto quell’intento insano). La leggenda della balenottera è capace di aprirsi un varco nell’immaginazione di alcuni di costoro, innescando l’effettoWerther: se mi suicido secondo le modalità del gioco, avrò quella visibilità che nella vita non ho, e a cui aspiro. E gli adulti? Semplici tagli sulle braccia possono essere interpretati come prova della partecipazione al gioco. Idem per alcuni tentativi di suicidio, anche se diversi dal gettarsi dal grattacielo. Il vero gioco è fatto: ouroboros, il serpente che si mangia la coda, ci divora assieme a se stesso. Tutti? No, soprattutto gli analfabeti digitali. Internet è un oceano meraviglioso e mortale, per chi non sa navigare né nuotare, e si avventura al largo tutto solo, con sfrontata incoscienza e con gli squaligriefer in agguato.”

 

Anna Ammanniti

 

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