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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Pastena – Commissione antimafia, Gnesi: “Utile per smuovere una politica sorniona”

Pastena – Commissione antimafia, Gnesi: “Utile per smuovere una politica sorniona”
28 dicembre
18:00 2016
Nei giorni scorsi, dopo l’intervento del sindaco di Pastena Arturo Gnesi sulla possibilità di creare in provincia una commissione antimafia provinciale, c’erano stati diversi interventi. Di chi si diceva favorevole, ma anche da parte di chi si è apertamente dichiarato contrario, come il sindaco di Ceprano Galli per esempio. Come spiegazione si adduceva il fatto che una commissione sarebbe assolutamente inutile perché andrebbe soltanto a sovrapporsi al lavoro di chi è proposto a fare in modo che nel territorio si rispetti la legalità. In seguito al dibattito nato negli ultimi giorni, su un argomento quanto mai attuale, c’è ora un ulteriore intervento da parte di Arturo Gnesi, che precisa alcuni aspetti della battaglia che sta portando avanti.

Spiega Gnesi: <Questo organismo non dovrebbe sostituire alcun organismo investigativo né creare una sovrastruttura con incarichi e poltrone che non sarebbero di nessuna utilità sociale. È chiaro però che qualcosa va fatto per invertire una rotta che ha portato la nostra regione ad essere la quinta potenza mafiosa nazionale e la nostra provincia ad occupare le ultime posizioni per qualità della vita e salubrità dell’ aria e con indici di disoccupazione giovanile tra i più alti d’Italia. Siamo poveri e con un’ area industriale al collasso anche per la presenza silenziosa e invadente delle trame mafiose. Bisogna muoversi, studiare il fenomeno della presenza dei clan nel mondo affaristico politico e imprenditoriale della Ciociaria. Mafia, ‘ndrangheta e clan dei casalesi hanno in comune il fiuto degli affari e la sete di potere e hanno bisogno di collusi e conniventi che condividano con loro queste ambizioni>. Conclude Gnesi: <Una società civile in letargo, una politica sorniona, una classe media indifferente, un mondo finanziario taciturno, sono l’humus ideale per la crescita di una organizzazione mafiosa che tiene sempre più in ostaggio la pubblica amministrazione e sotto scacco pezzi delle istituzioni locali. La commissione antimafia serve a far cambiare mentalità, a rinnovare una cultura debole e troppo servile nei confronti di un potere politico che ha timore di assumere atteggiamenti intransigenti di avversione e di condanna nei confronti di un sistema clientelare diffuso e pervasivo. Se si muove qualcosa forse aumenteranno le denunce, forse si faranno più indagini, forse si scriverà di più su un fenomeno che non ama le prime pagine e le luci della ribalta>.

CAP

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