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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Sanita’ alla deriva, la triste avventura di Alessandra

Anagni – Sanita’ alla deriva, la triste avventura di Alessandra
06 gennaio
11:30 2017
La Sanità del frusinate ormai al collasso totale, gli anagnini costretti a rivolgersi all’ospedale di Frosinone per assistenza urgente, spesso e volentieri zeppo di pazienti e con esiguo numero di sanitari e personale. Sprovvisti di medicine e di tutto ciò che una persona ha bisogno nel momento in cui si trova in un ospedale. La storia di Alessandra, con diabete di tipo 1 da 18 anni fa riflettere. Le colpe non sono sicuramente delle strutture sanitarie, del personale ridotto fino all’osso, non ha colpe nemmeno chi necessita di cure sanitarie. Le colpe sono nella politica, da anni, decenni, una politica che non assicura più il sacrosanto diritto alla salute. Il nostro più grande augurio di pronta guarigione ad Alessandra.

Di seguito lo sfogo di Alessandra nella sua lettera pubblicata su un noto social network:

“Eccomi pronta a raccontare la mia esperienza, iniziata presso il Centro di primo intervento dell’ex ospedale di Anagni e finita presso l’Ospedale Spaziani di Frosinone. D’obbligo fare questa breve premessa; dopo 18 anni di Diabete di tipo 1 insulinodipendente autoimmune (Dt1) il mio corpo parla non sussurra più. Se non lo ascolto, lui alza la voce, URLA anche se é la notte di Natale e mi tappo le orecchie per non ascoltarlo… Dopo 10 ore di virus gastrointestinale arrivo al Centro di primo intervento semi cosciente. Glicemia 550, pressione arteriosa 45/80, chetoacidosi e forti segni di disidratazione. Da voci quasi impercettibili (per me) arrivano questi dati, su tutti due volti familiari il dott. Roiati e l’infermiera M.Antonietta Ciocci… provo ad ascoltarli mentre mi curano, mi sostengono ma sono lontanissimi…fanno tutto quello che compete loro, mi preparano per affrontare il trasferimento a fr(da protocollo). Sono in movimento e che movimento…tra un casino di voci, luci, io vorrei  solo stare ferma non nel pieno di una centrifuga(GRAZIE118). Arrivo nella stanza ROSSA dell’ospedale Spaziani, entro in cod. ROSSO sento le voci dei due dottori che gestiscono tutte le emergenze, non so come… vista la mole di lavoro. Mi tengono monitorata per circa 6 ore, facendo dentro e fuori dalla stanza… sia io in barella, che i dott. e gli infermieri, visti i numeri (PERSONE) da soccorrere. Verso le 06:00 del mattino quasi stabilizzata, vengo ricoverata in reparto chirurgia (per fortuna non il mio MEDICINA), con una nonnina di 94 anni, diagnosi: emorragia in corso e poche ore di vita per lei. La veglierò per 5 ore dopo il decesso, in quanto il reparto era al collasso 78 pazienti ricoverati, 2 infermieri, 2 portantini e i familiari come volontari per l’assistenza. Intorno alle 07:30 del mattino, una donna di colore, di cui non si conosce la provenienza, con URLA e malcostume decide di farsi rispettare urinando dappertutto in quanto nessuno era accorso al suo capezzale alla richiesta…alla poliziotta dice di non avere documenti, di non capire la lingua e di essersi tagliata con la tavoletta del WC alla stazione di Fr così da avere bisogno di 40 punti di sutura. Sono stata in questo INFERNO terreno per 6 lunghi giorni, potrei scrivere altri 100 “episodi”… Mia madre, oltre ad assistermi 24/24h con il personale paramedico era costretta ad ogni pasto ad andare alla ricerca del “Diabetologo martire itinerante”, in quanto i suoi pazienti in esubero erano sparsi in ogni dove per l’ospedale. Mi sento di ringraziare tutto il personale medico e paramedico che mi ha seguita con professionalità, dedizione, affetto e con il sorriso “NONOSTANTE” le ore di lavoro massacranti, le responsabilità… e noi pazienti per l’ammirevole PAZIENZA e ACCETTAZIONE di fronte alla prova. Auguro con tutto il cuore alla politica e alla sanità: COMUNALE, REGIONALE, NAZIONALE di passare per questo “ospedale”, non per il taglio dei NASTRI sotto i riflettori accesi a seguito, ma magari di notte a luci spente, in silenzio con il solo conforto della fede… che guidi le menti e le mani a volte stanche di quegli Angeli della Speranza… come è successo a me. Che timidamente dopo averti ripreso per i capelli, sono costretti a chiederti: ha con se la sua insulina? I suoi pungidito? le sue compresse… VERGOGNA… ne basterebbe un pizzico… Ministro, Presidente e Sindaco UMANIZZATEVI chiediamo solo DIGNITÀ, DECORO per la salute di tutti. La struttura dell’ex ospedale di Anagni non può morire con dentro 2 uffici e 2 ambulatori magari di veterinaria!!!  Lo Spaziani al collasso, provate a fare i seri. La VITA è una cosa seria e non ha pezzi di ricambio cerchiamo di impegnarla bene. Buon Anno a noi umani.”

Anna Ammanniti

 

 

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