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Anagni – L’impiego della canapa per combattere l’inquinamento

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Anagni – L’impiego della canapa per combattere l’inquinamento
17 Novembre
11:15 2016
(di Anna Ammanniti) Anagni, la cittadina dei papi, bellissimo borgo medievale, ma con una spada di Damocle che pende sulla testa dei nipoti di Bonifacio VIII: l’inquinamento.  La Valle del Sacco è la valle dell’inferno, l’acqua avvelenata da anni dagli scarichi illegali delle industrie, è entrata nel sangue di circa 90 mila persone, suddivisi in 9 comuni. Una situazione drasticamente critica. Tanto è vero che la zona è entrata a far parte del SIN, i siti di interesse nazionale. Oltre alle dovute bonifiche necessarie per la salvavita della popolazione sarebbe opportuno prendere in considerazione tecniche diverse per combattere il “mortale” inquinamento.

 

I campi coltivati ed impiegati per allevamenti, durante il boom industriale furono occupati “selvaggiamente” dalle industrie. Ora le industrie in gran parte hanno chiuso i battenti per fallimento oppure trasferite in altri luoghi, rimane solo il peso inquietante dell’inquinamento. Il report della Regione Lazio e le indagini della Procura stendono un velo tragico su ciò che resta della Valle del Sacco. Il tasso di inquinamento altissimo con l’aumento drastico delle malattie tumorali, soprattutto infantili. Oltre ad urgentissime bonifiche, servirebbe dare “aria nuova” aprire le finestre del cielo per far uscire tutti i veleni depositati sulla Valle del Sacco.

Attraverso approvati studi scientifici si è dimostrato che uno dei rimedi possibili per combattere l’inquinamento sia la coltivazione della canapa. Aiutare la natura attraverso la natura, per ritrovare il giusto equilibrio ambientale.  Bonificare i terreni attraverso la coltivazione di canapa, rende possibile il fitorisanamento, una tecnologia naturale di bonifica dei suoli che utilizza alcune piante che sono in grado di fitoestrarre metalli pesanti e composti organici dai terreni contaminati.

canapa2La canapa aiuta l’ambiente in tanti modi sia durante la coltivazione che durante il suo successivo impiego. Si tratta di un processo di fitobonifica, con conseguente miglioramento della fertilità del suolo, grazie alla capacità di assorbimento da parte delle radici di questa pianta dei componenti organici o inquinanti presenti nel terreno, che poi sono trasformati in qualcosa di meno pericoloso, oppure vengono ‘catturate’ e recuperate (nel caso del piombo, dello zinco e del ferro). Questo processo depurativo avviene anche per l’aria, perché la canapa può sequestrare il CO2 presente in un ambiente inquinato, e l’acqua, in cui questa magica pianta riesce a catturare l’ossido di azoto, l’ozono e gli agenti inquinanti che costituiscono lindoor pollution.

La coltivazione della canapa nelle zone ad alto tasso di inquinamento, come ex siti industriali, permette a questa pianta di catturare gli agenti inquinanti. Attraverso studi attendibili è stato calcolato che nell’arco di 5 anni, il terreno inquinato impiegato nella coltivazione di canapa, risulta completamente bonificato. Sarebbe interessante se le amministrazioni comunali prendessero in considerazione questa tecnica per tentare di ripulire l’aria, sostanza importante per la vita.

Anna Ammanniti

 

 

 

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