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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – L’Ecogiustizia Tour fa tappa nella Citta dei Papi (video)

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Anagni – L’Ecogiustizia Tour fa tappa nella Citta dei Papi (video)
18 Gennaio
13:01 2016
Il 22 maggio 2015 è entrata in vigore la cosiddetta legge sugli Ecoreati. Ad Anagni la tappa dell’Ecogiustizia Tour. Finalmente, dopo 21 anni di lotte, sono perseguibili per legge i disastri legati a condotte disumane e contro l’ambiente. Sono cinque i nuovi reati previsti: Inquinamento ambientale, Disastro ambientale, Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, Impedimento del controllo e Omessa bonifica.

Venerdì 15 gennaio presso la Sala della Ragione, Legambiente con il Circolo di Anagni, diretto dal presidente Rita Ambrosino, ha organizzato il convegno per discutere della nuova legge sugli ecoreati e il risanamento ambientale della Valle del Sacco. Presenti in sala in sindaco Fausto Bassetta e l’amministrazione comunale. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Carlo Ruggiero, con gli interventi di Luca Ramacci, consigliere della Corte Suprema di Cassazione; Alessandro Bratti, presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti; Enrico Fontana segreteria nazionale Legambiente, coautore del libro “Ecogiustizia è fatta”; Marco Cavallo del Nucleo tutela ambiente dell’Arma dei Carabinieri; Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio; Cristiana Avenali consigliere della Regione Lazio; Stefano Ciafani direttore generale di Legambiente. Presenti al convegno l’on. Renzo Carella, l’on. Nazzareno Pilozzi, il sindaco di Piglio Mario Felli, il sindaco di Paliano Domenico Alfieri, il sindaco di Segni M.Assunta Boccardelli, gli assessori all’ambiente di Colleferro e di Ceprano, le varie associazioni di Legambiente di Amaseno, Ferentino, Frosinone, Sgurgola e ovviamente di Anagni; Retuvasa, l’associazione Puliamo, Zero Waste Lazio, Anagni Viva.
Il 22 maggio 2015 è entrata in vigore la cosiddetta legge sugli Ecoreati (Legge 68/2015, Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente). Il percorso della legge ha visto coinvolte la maggioranza di governo e buona parte delle opposizioni e ha avuto il forte sostegno della società civile con tante associazioni che ne hanno seguito l’iter fin dal 1994. Legambiente, capofila delle associazioni interessate, ritiene questo risultato un cambiamento culturale e di civiltà sottolineando come estremamente positiva la possibilità di perseguire i reati contro l’ambiente, incredibilmente ignorati fino ad allora dal Codice Penale, e sollecitando una partecipazione sempre più attiva dei cittadini per vigilare e amplificare la sensibilità e l’attenzione verso l’ambiente, sino a far ritenere le attività umane contro l’ambiente oltre che illegali anche socialmente riprovevoli. La Giustizia ha ora a disposizione uno strumento in più per contrastare imprenditori senza scrupoli o la criminalità organizzata che lucra su attività illecite e disastrose come lo smaltimento illecito dei rifiuti tossici.

Anna Ammanniti

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