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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Anagni – Alberi monumentali, il Comune dimentica il censimento

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Anagni – Alberi monumentali, il Comune dimentica il censimento
03 Settembre
13:19 2015

 

 

 

Alberi rari e monumentali, Forestale e Legambiente li segnalano al Comune ma scade il termine (31 luglio) per il censimento.

Ricordate? Anni fa il dott. Antonio Carnevale, eminenza grigia del Corpo Forestale dello Stato ed attualmente PM a servizio della Giustizia, scoprì esemplari di “cipresso calvo” nei pressi della Macchia comunale. Gli accorati tentativi di inserirli tra i “tesori” della città dei papi non sortirono effetto e l’anno scorso i suoi “discepoli” Ranger in servizio ad Anagni, assieme alle neo “guardie ambientali” del Circolo Wolf di Legambiente, invitarono l’amministrazione ad istituire un “elenco comunale di alberi monumentali” come da legge specifica, inserendovi i maestosi esemplari. Il cipresso calvo è una conifera di discrete dimensioni, piuttosto rara, che può raggiungere i 40 metri di altezza. Vive anche fino a 1000 anni. Il fusto massiccio è scanalato alla base, che assume una forma campanulata (zampa di elefante), la corteccia di color rosso-bruno. Le foglie aghiformi sono lineari, verde chiaro superiormente e solcate da due strisce glauche inferiormente; disposte su due file opposte, cadono in autunno, dopo aver assunto una colorazione rossa a volte anche molto intensa, insieme ai rametti che le sostengono: sono quindi (caratteristica rara tra le conifere) decidue (da cui il secondo nome volgare cipresso calvo). I fiori maschili sono raggruppati in amenti, quelli femminili sviluppano coni rotondi di colore verde (galbuli) che, maturando, diventano marroni. È una conifera d’acqua, tipica di luoghi paludosi ed umidi, frequentemente allagati. Possiede caratteristici tubercoli radicali affioranti dal suolo, chiamati pneumatofori, che svolgono funzione di ossigenazione, atti a garantire cioè l’apporto di ossigeno alle parti sommerse anche in periodi di allagamento del terreno. Viene utilizzato come ornamentale presso stagni, o lungo i corsi d’acqua. Ad oggi, pare però che il Comune non abbia ancora provveduto.

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